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Domande frequenti
- Quali tipi di discriminazione sono trattati dalla nuova legislazione?
- Chi è protetto contro la discriminazione?
- Cosa significa discriminazione?
- Che dire di molestie e ritorsioni?
- Cosa implicano le norme per i datori di lavoro?
- Quali doveri per i datori di lavoro nei confronti delle persone disabili?
- Quali sono i vantaggi delle nuove norme per le aziende?
- Ci sono eccezioni al divieto generale nei confronti di atti discriminatori?
- Come possono presentare denuncia le vittime di discriminazioni?
- Che aiuto viene offerto alle vittime di discriminazioni?
- La parità fra i sessi
- Quando entreranno in vigore le nuove norme?
- L’allargamento dell’UE
- Esiste un finanziamento UE per sostenere i progetti di lotta contro la discriminazione?
- Cosa fa l’UE per promuovere il dibattito sulla diversità e la discriminazione?
- Dove posso trovare ulteriori informazioni sulle politiche dell’UE contro la discriminazione?
Quali tipi di discriminazione sono trattati dalla nuova legislazione?
La nuova legislazione proibisce la discriminazione in materia di occupazione e formazione sulla base dell’origine razziale o etnica, dell’orientamento sessuale, della religione e della professione di fede, dell’età e delle inabilità. Le norme sulla discriminazione razziale coprono anche altri settori, come l’istruzione, la previdenza sociale, la salute, l’accesso a beni e servizi e all’alloggio.
Chi è protetto contro la discriminazione?
Tutti coloro che vivono sul territorio dell’Unione sono protetti contro la discriminazione nelle aree sopra indicate.
Cosa significa discriminazione?
Le nuove norme trattano sia la discriminazione diretta che quella indiretta.
Vi è discriminazione diretta quando – a parità di situazione – una persona è trattata meno favorevolmente di un’altra a causa della propria origine razziale o etnica, della religione o della professione di fede, di una invalidità, dell’età o del proprio orientamento sessuale.
Un esempio di discriminazione diretta è un annuncio di lavoro che riporti specificamente la dicitura contenente la specificazione “astenersi inabili handicappati”.
Un esempio di discriminazione diretta è un annuncio di lavoro che riporti specificamente la dicitura “astenersi inabili”. In realtà, però, la discriminazione assume spesso forme più sottili. Ecco perché le norme riguardano anche la discriminazione indiretta. Quest’ultima si verifica quando una disposizione, un criterio o una pratica apparentemente neutrali in realtà discriminano le persone sulla base della loro origine razziale o etnica, della religione o della professione di fede, per una invalidità, per l’età o per il proprio orientamento sessuale, tranne nel caso in cui tale pratica possa essere giustificata obiettivamente da uno scopo legittimo.
Un esempio di discriminazione indiretta è chiedere a tutte le persone che fanno domanda per un certo lavoro di superare una prova in una specifica lingua, sebbene la lingua in questione non sia necessaria ai fini dello svolgimento del lavoro. Tale prova escluderebbe le persone di diversa madre lingua.
Che dire di molestie e ritorsioni?

Le nuove norme proibiscono le molestie perpetrate allo scopo di violare la dignità di una persona a causa della sua origine razziale o etnica, della religione o professione di fede, di una invalidità, per l’età o per il proprio orientamento sessuale, e di creare un ambiente di intimidazione, ostilità, degradazione, umiliazione e offesa.
È proibita anche la ritorsione, vale a dire quando qualcuno è trattato male o diversamente solo per aver sporto denuncia contro le discriminazioni subite o per aver appoggiato un collega che abbia sporto denuncia.
Cosa implicano le norme per i datori di lavoro?
Le nuove norme si applicano a tutti i datori di lavoro del settore privato e pubblico. La direttiva riguarda anche le condizioni di accesso al lavoro autonomo (ad es. le condizioni che si applicano alla pratica di determinate attività commerciali o professioni). Tutti i datori di lavoro dovranno esaminare le proprie procedure di assunzione per assicurarsi di non discriminare nessuno, direttamente o indirettamente; per esempio, per quanto riguarda le procedure e i critiri di selezione del personale, le retribuzioni e le promozioni, i licenziamenti o l’accesso alla formazione professionale. Le nuove norme contro la discriminazione si applicano a tutte le fasi del contratto di lavoro, dalla selezione alla conclusione del rapporto.
Quali doveri per i datori di lavoro nei confronti delle persone disabili?
I datori di lavoro avranno il dovere di dare una “sistemazione ragionevole” ai candidati o dipendenti inabili. I datori di lavoro devono adottare le misure appropriate per consentire alle persone disabili di accedere al posto di lavoro e alla formazione, a meno che ciò non costituisca un onere eccessivo. Per “sistemazione ragionevole” si intende, ad esempio, la possibilità di accesso per disabili su sedia a rotelle, l’adeguamento dell’orario di lavoro e delle dotazioni dell’ufficio o semplicemente una ridistribuzione delle mansioni tra i membri di un determinato gruppo di lavoro. Per determinare se l’onere a carico del datore di lavoro sia eccessivo, si dovrà tener conto in particolare dei costi finanziari e di altro genere, delle dimensioni e dei mezzi finanziari dell’organizzazione e della possibilità di ottenere un finanziamento pubblico o qualsiasi altro tipo di assistenza.
Quali sono i vantaggi delle nuove norme per le aziende?
In tutta l’Unione Europea si moltiplicano gli esempi di datori di lavoro che si interessano alle diversità per ragioni di business e non solo per ottemperare alle disposizioni di legge. Le aziende possono, infatti, trarre numerosi vantaggi dalle politiche che favoriscono la diversità nella manodopera. Tali politiche possono di fatto entrare a far parte di una strategia aziendale più ampia volta a sviluppare il capitale umano e ad incoraggiare la creatività e l’innovazione. Le differenze possono dare alle aziende una “marcia in più” nei rapporti d’affari coi clienti, i fornitori, gli azionisti e altre parti in causa con le quali l’azienda è chiamata a confrontarsi sugli odierni mercati multiculturali e globalizzati. Un impegno a favore delle diversità può anche migliorare la reputazione e l’immagine di una società. La garanzia di non discriminazione può aiutare le imprese a evitare i costi legati alle controversie legali, ad un alto tasso di ricambio del personale e all’assenteismo. Tale impegno può, inoltre, fornire ai datori di lavoro accesso a bacini di manodopera non tradizionali e aiutarli ad attirare e mantenere i dipendenti migliori.
Ci sono eccezioni al divieto generale nei confronti di atti discriminatori?
La nuova legislazione prevede pochissime eccezioni al principio di parità di trattamento; ad esempio, ai fini di preservare lo specifico carattere di determinate organizzazioni religiose, o per consentire provvedimenti atti a promuovere l’integrazione dei lavoratori anziani o giovani nel mercato del lavoro.
Come possono presentare denuncia le vittime di discriminazioni?
Le norme prevedono che gli Stati Membri riconoscano alle vittime di discriminazioni il diritto di presentare denuncia attraverso una procedura giudiziaria o amministrativa, e che siano applicate sanzioni adeguate ai responsabili di una discriminazione.
Le norme inoltre prevedono la condivisione dell’onere della prova nelle cause civili e amministrative, il che renderà più facile per le vittime di discriminazioni comprovare le proprie accuse.
Che aiuto viene offerto alle vittime di discriminazioni?
Le norme sulla discriminazione razziale impongono agli Stati Membri la designazione di enti specifici, preposti alla promozione della parità di trattamento. Tali enti forniranno assistenza indipendente alle vittime di discriminazioni, procederanno a indagini e studi e pubblicheranno relazioni e raccomandazioni indipendenti. Le vittime di discriminazioni possono anche essere sostenute da una Organizzazione Non Governativa o da un sindacato che abbiano un interesse legittimo nella questione.
La parità fra i sessi

La discriminazione sessuale è trattata da norme specifiche. Ciò è dovuto al fatto che le attività relative alla discriminazione sessuale hanno una lunga storia a livello europeo, che risale agli inizi della stessa Comunità Europea. Esiste una notevole quantità di norme europee relative a questo argomento e contributi finanziari sono messi a disposizione dal Programma Comunitario Sulla Parità Fra i Sessi (2001-2005). Per ulteriori informazioni si rimanda all’indirizzo
http://europa.eu.int/comm/employment_social/equ_opp/index_en.htm
Quando entreranno in vigore le nuove norme?
Le nuove norme dovranno essere recepite nell’ordinamento nazionale di tutti gli Stati Membri. Il termine per l’entrata in vigore delle norme sull’uguaglianza razziale è il 19 luglio 2003. Il termine per l’entrata in vigore delle norme sull’orientamento sessuale, sulla religione e sulla professione di fede, sulle inabilità e sull’ età è il 2 dicembre 2003. Gli Stati Membri possono richiedere un periodo di proroga fino a un massimo di tre anni per allineare il proprio sistema legislativo in materia di discriminazione sulla base di invalidità ed età.
L’allargamento dell’UE
Tutti i nuovi Stati Membri dovranno introdurre le normative europee sulla lotta alla discriminazione nei rispettivi ordinamenti legislativi nazionali prima di entrare a far parte dell’Unione Europea.
Esiste un finanziamento UE per sostenere i progetti di lotta contro la discriminazione?
Il Programma d’Azione Comunitaria 2001–2006 dispone di un budget di circa 100 milioni di euro. L’obiettivo generale del programma è cambiare nella pratica gli atteggiamenti e le prassi discriminatorie. Il programma prevede tre ambiti prioritari: rafforzare l’analisi della natura delle discriminazioni, sostenere le organizzazioni impegnate nella lotta alla discriminazione e aumentare la sensibilità verso i temi della discriminazione e delle opportunità offerte dalla diversità. Per ulteriori informazioni sul programma si rimanda al sito web della Commissione
http://europa.eu.int/comm/employment_social/fundamental_rights/index_en.htm
Cosa fa l’UE per promuovere il dibattito sulla diversità e la discriminazione?
Nel quadro del Programma d’Azione Comunitaria, l’Unione Europea ha avviato una campagna d’informazione su vasta scala che coinvolge tutti gli Stati Membri e che verrà svolta in stretta collaborazione coi sindacati, i datori di lavoro, le ONG e le autorità nazionali per mettere in evidenza i vantaggi della diversità sul luogo di lavoro e non solo.
Dove posso trovare ulteriori informazioni sulle politiche dell’UE contro la discriminazione?
Ulteriori informazioni sono disponibili a questo indirizzo web:
http://europa.eu.int/comm/employment_social/fundamental_rights/index_en.htm,
Inoltre, è possibile scrivere al seguente indirizzo di posta elettronica:



