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Domande frequenti sulla campagna dell’UE “Si alle diversità. No alle discriminazioni”.
- 1. Chi è responsabile della campagna “Si alle diversità. No alle discriminazioni.”?
- 2. Quali sono gli obiettivi della campagna?
- 3. Qual è lo sfondo politico della campagna?
- 4. La campagna ha validità in tutti gli Stati Membri dell’UE?
- 5. Una campagna per 25 paesi – può funzionare?
- 6. Chi è coinvolto nella pianificazione della campagna?
- 7. Ho sentito parlare di questi “gruppi di lavoro nazionali”. Quali sono esattamente le loro funzioni?
- 8. Come fa la Commissione Europea a sapere quale tipo di attività sono necessarie nei diversi paesi?
- 9. In molti di questi paesi sono già avviate simili attività d’informazione? Come può la campagna evitare la sovrapposizione?
- 10. La campagna ingloba tutti e cinque i motivi alla base della discriminazione contenuti nelle normative dell’ UE. Non sarebbe meglio intervenire separatamente su ciascuna causa?
- 11. Perché la campagna non si dedica alla parità dei sessi?
- 12. Ho visto dei manifesti della campagna con dei manichini per il crash test, qual è il loro significato?
- 13. La mia organizzazione può unirsi alla campagna?
- 14. Sono in corso altri interventi a livello dell’UE?
- 15. Quali sono i costi della campagna anti-discriminazione e come vengono spesi i soldi?
- 16. Vorrei saperne di più sul Programma d’Azione della Commissione Europea. Dove posso ottenere ulteriori informazioni?
1. Chi è responsabile della campagna “Si alle diversità. No alle discriminazioni.”?
La campagna è stata lanciata dalla Commissione Europea, Direzione Generale per l’Occupazione e gli Affari Sociali, nel quadro della politica contro la discriminazione dell’UE e il suo Programma d’Azione Comunitario per combattere la discriminazione. Tuttavia, una vasta gamma di organizzazioni nazionali, così come a livello dell’UE, tra cui associazioni imprenditoriali, sindacati e ONG, sono attivamente coinvolte nella campagna. La maggior parte delle attività svolte nell’ambito della campagna non sono organizzate centralmente a Bruxelles, ma piuttosto a livello nazionale e locale in ogni Stato Membro dell’UE
2. Quali sono gli obiettivi della campagna?
Lo scopo della campagna è di informare le persone sui loro diritti e obblighi in base alla nuova legislazione dell’UE sulla lotta alla discriminazione fondata su razza o origine etnica, credo religioso o convinzioni personali, età, handicap e orientamento sessuale. Allo stesso tempo, la campagna si propone di sensibilizzare ulteriormente sui problemi legati alla discriminazione e sui vantaggi della diversità.
3. Qual è lo sfondo politico della campagna?
Uno degli scopi principali della campagna d’informazione è di sensibilizzare sulle due nuove normative dell’UE (Direttive 2000/43/CE e 2000/78/CE) che proibiscono la discriminazione fondata su razza o origine etnica, credo religioso o convinzioni personali, età, handicap e orientamento sessuale. E’ necessario che tutti gli Stati Membri dell’UE provvedano ad integrare tali direttive all’interno della legge nazionale. Potete saperne di più sulle nuove normative qui.
4. La campagna ha validità in tutti gli Stati Membri dell’UE?
Sì. Quando la campagna è stata lanciata a Giugno del 2003 gli allora 15 Stati Membri sono stati inclusi. Tuttavia, dal 1 Maggio 2004, con l’allargamento dell’Unione Europea, la campagna viene implementata attraverso tutti e 25 gli Stati Membri dell’UE.
5. Una campagna per 25 paesi – può funzionare?
Si, a condizione che la campagna lasci ampio spazio per adattare messaggi, priorità e attività alle situazioni ed esigenze nazionali. Per questo motivo, facciamo una distinzione nell’implementazione della campagna tra la campagna generale a livello dell’UE e le singole campagne nazionali. Circa un quarto delle attività sono comuni a tutti e 25 gli Stati Membri, per esempio, il Premio giornalistico (link ipertesto) in tutta l’UE, mentre il resto è composto da interventi a livello nazionale e locale.
6. Chi è coinvolto nella pianificazione della campagna?
Le organizzazioni coinvolte nello sviluppo della campagna a livello nazionale comprendono i partner sociali (datori di lavoro/impiegati), le organizzazioni non governative che rappresentano gli interessi dei gruppi di persone protetti dalle direttive contro la discriminazione, ed anche i ministeri nazionali, responsabili dell’integrazione delle normative anti-discriminazione dell’UE all’interno del quadro legislativo nazionale.
A livello dell’UE, un numero di ONG a livello UE, organizzazioni di partner sociali e ministeri nazionali si radunano in un cosiddetto Gruppo Consultivo, che aiuta a manovrare la campagna a livello Europeo.
L’agenzia Europea di Relazioni pubbliche e pubblicità MEDIA CONSULTA è stata autorizzata ad implementare la campagna d’informazione attraverso una gara d’appalto aperta. MEDIA CONSULTA può contare su una rete di agenzie con comprovata esperienza nel settore degli affari sociali e dell’occupazione in tutti e 25 gli Stati Membri dell’UE, che forniscono assistenza nell’implementazione delle campagne nazionali.
7. Ho sentito parlare di questi “gruppi di lavoro nazionali”. Quali sono esattamente le loro funzioni?
Nei gruppi di lavoro nazionali, i cosiddetti stakeholders, ossia, i rappresentanti dei partner sociali (datori di lavoro e impiegati), organizzazioni non governative e ministeri nazionali si incontrano per discutere strategie, gruppi bersaglio, programmi e attività per quello Stato Membro. Ciascun gruppo redige su base annua un “piano d’azione nazionale” che delinea le attività pianificate in ciascun paese. In tal modo, i gruppi di lavoro nazionali aiutano a manovrare la campagna a livello nazionale. In tutto 500 organizzazioni si incontrano in tali gruppi in tutta l’Unione Europea.
8. Come fa la Commissione Europea a sapere quale tipo di attività sono necessarie nei diversi paesi?
A dire la verità la Commissione non lo può sapere. Ecco perché è di fondamentale importanza pianificare ed implementare questa campagna a livello nazionale e locale attraverso i gruppi di lavoro nazionali. Per ciascun paese è stato nominato un “corrispondente nazionale” con esperienza nella realizzazione di campagne d’informazione pubbliche. Colui o colei aiuterà a guidare i gruppi di lavoro nazionali nelle loro discussioni.
9. In molti di questi paesi sono già avviate simili attività d’informazione? Come può la campagna evitare la sovrapposizione?
Per evitare la sovrapposizione ed aumentare l’efficienza, la campagna si unisce ad interventi, già in corso, volti ad incoraggiare una presa di coscienza nazionale. Le organizzazioni coinvolte assicurano un contatto costante con organizzazioni di altre campagne e attività. Spesso vengono organizzate attività congiunte.
10. La campagna ingloba tutti e cinque i motivi alla base della discriminazione contenuti nelle normative dell’ UE. Non sarebbe meglio intervenire separatamente su ciascuna causa?
Certamente, è fondamentale disporre di interventi di sensibilizzazione incentrati sulle singole cause alla base della discriminazione. Tuttavia, vi sono chiaramente molti vantaggi nell’accorpare assieme tutti i motivi. La discriminazione, qualunque sia il motivo, assume schemi, forme e caratteristiche simili. Un approccio integrato inoltre pone l’accento sul fatto che la discriminazione influenza tutti noi nella società e non soltanto certi gruppi.
11. Perché la campagna non si dedica alla parità dei sessi?
La campagna è fondata sulla parità della razza e sul quadro delle direttive relative all’occupazione (Direttive 2000/43/CE e 2000/78/CE). Entrambe le direttive incentrano l’attenzione sulla discriminazione fondata sulla razza o l’origine etnica, la religione o le convinzioni personali, l’età, l’handicap e l’orientamento sessuale. La discriminazione dei sessi non è contemplata in tali direttive ma è trattata nelle altre direttive che precedono tale nuova legislazione. Certamente le problematiche legate alla parità dei sessi sono prese in considerazione nell’implementazione della campagna e in molti paesi i rappresentanti di organizzazioni sulla parità dei sessi sono coinvolti nelle campagne.
12. Ho visto dei manifesti della campagna con dei manichini per il crash test, qual è il loro significato?
I manichini per il crash test simboleggiano un mondo privo di individualità e differenze. Questo approccio si prefigge di sottolineare in maniera appariscente che cosa succederebbe se la discriminazione fosse portata agli estremi.
13. La mia organizzazione può unirsi alla campagna?
Si, la campagna è ideata per permettere la cooperazione con organizzazioni nazionali e locali. Per esempio, la campagna fornirà volentieri materiale da distribuire presso conferenze ed altri eventi. Potete contattare direttamente gli organizzatori della campagna per ulteriori informazioni all’indirizzo stop-discrimination@media-consulta.com.
14. Sono in corso altri interventi a livello dell’UE?
Si, vi sono numerose attività in atto in tutta l’Unione Europea. Per esempio, l’intero sito web della campagna viene coordinato a livello dell’UE, fornendo allo stesso tempo informazioni specifiche a ciascun paese. Allo stesso modo, alcune attività come il Premio Giornalistico, sono in corso di svolgimento in tutti e 25 i paesi dell’UE. Più in generale, circa un quarto di tutte le attività sono svolte nel quadro della campagna generale pan-Europea, mentre le rimanenti attività sono pianificate e implementate a livello nazionale in stretta consultazione con i gruppi di lavoro nazionali.
15. Quali sono i costi della campagna anti-discriminazione e come vengono spesi i soldi?
La campagna d’informazione riceve fondi dalla Commissione Europea con un budget annuale di circa 4 milioni di euro. Fa parte del “Programma d’Azione Comunitario” di 6 anni con budget di 100 milioni di euro per combattere la discriminazione e le cause che ne stanno alla base. Sia la campagna che il Programma d’Azione sono supervisionati da una “Commissione di Programma” composta dai rappresentanti dei governi nazionali.
16. Vorrei saperne di più sul Programma d’Azione della Commissione Europea. Dove posso ottenere ulteriori informazioni?
Informazioni dettagliate sul Programma d’Azione Comunitario sono disponibili online all’indirizzo http://europa.eu.int/comm/employment_social/index_it.html



