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>Home>Guida alla lotta contro la discriminazione>Cosa significa discriminazione?>Discriminazione indiretta


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Discriminazione indiretta

Un ufficio di traduzioni richiede espressamente che i candidati per un lavoro come traduttori siano in possesso della patente di guida, in quanto occasionalmente potrebbero dover occuparsi della consegna o del prelievo del lavoro presso i clienti. Poiché questa limitazione esclude automaticamente la candidatura di portatori di handicap e poiché la patente di guida non è un requisito basilare per lo svolgimento del lavoro in questione, la società si rende effettivamente colpevole di discriminazione nei confronti di questa particolare categoria, salvo che possa dimostrare che il divieto si basa su una motivazione oggettiva e giustificabile.

Un grande magazzino introduce per i propri dipendenti il divieto di indossare un copricapo quando servono i clienti. In questo modo, esclude dallo svolgimento dell’attività soggetti appartenenti a determinate religioni, i quali sono tenuti ad indossare un copricapo perché così impone la loro religione, ad esempio nel caso di donne islamiche. L’esercizio commerciale in questione compie un atto di discriminazione indiretta, salvo che sia in grado di dimostrare che il divieto si fonda su una motivazione oggettiva e giustificabile.